Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Cenni storici

Secondo la tradizione, l’istituzione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio risalirebbe all’Imperatore Costantino il Grande, al quale apparve la Croce luminosa con la leggenda "In Hoc Signo Vinces” durante la vittoriosa battaglia contro Massenzio a Ponte Milvio, avvenuta alle porte di Roma il 28 ottobre del 312. Il suo nucleo sarebbe stato formato da cinquanta Cavalieri scelti per la Guardia personale dell’Imperatore ai quali fu affidato il Labaro imperiale, sopra cui risplendeva la Croce con il monogramma di Cristo.

Dedicato a San Giorgio – soldato della Cappadocia martirizzato al tempo dell’Imperatore Diocleziano – l’Ordine fu posto sotto la Regola di San Basilio e nel 456, ad istanza dell’Imperatore Marciano, fu approvato dal Papa San Leone Magno. Nel 1190 l’Imperatore d’Oriente Isacco II Flavio Comneno concesse all’Ordine gli Statuti ed il Gran Magistero passò di padre in figlio nella Dinastia degli Angelo Comneno fino alla sua trasmissione ai Farnese, Duchi di Parma, approvata dal Papa Innocenzo XII il 24 ottobre 1699 con Breve Sincerae fidei e confermata da Papa Clemente XI il 20 aprile 1701 con il Breve Alias feliciter.

Nel 1705 il Duca Francesco Farnese procedette alla riforma degli Statuti dell’Ordine, che furono approvati dalla Santa Sede nel 1706. Successivamente, il 27 maggio 1718, il Papa Clemente XI, con Bolla Militantis Ecclesiæ, approvò l’Ordine Costantiniano, accordandogli numerosi privilegi. Nella detta Bolla il Papa esplicitamente dichiarò di approvare e confermare i diritti vantati dai Farnese sull'Ordine, e ne aggiunse di nuovi, tra i quali il diritto di considerare l'Ordine nuovamente eretto ed istituito dal Duca Francesco Farnese con l'approvazione e confermazione Apostolica.

Alla morte di Antonio Farnese, ultimo Duca di Parma, la suprema dignità dell’Ordine fu trasmessa a Carlo di Borbone, figlio della nipote Elisabetta Farnese e di Filippo V Re di Spagna. Papa Clemente XII con Bolla del 12 maggio 1738 approvò il passaggio del Gran Magistero dall’ultimo Farnese all’Infante di Spagna Principe Don Carlo di Borbone, primogenito di Elisabetta Farnese e quindi primogenito farnesiano. Altra conferma del passaggio del Gran Magistero ai Borbone fu concessa da Papa Benedetto XIV con Bolla del 30 giugno 1741.

Carlo di Borbone, salito nel 1734 al trono di Napoli, trasferì la sede dell’Ordine nella capitale del suo Regno; divenuto, poi, Re di Spagna nel 1759, rinunciò, successivamente, al Gran Magistero Costantiniano che fu assunto dal figlio Ferdinando, Re di Napoli e Sicilia, tramite la conferma di Papa Clemente XIII, con Monitorio del 18 dicembre 1763, e di Papa Pio VI, con la Bolla Rerum humanarum conditio del 1777.

A Ferdinando succedette Francesco I al quale, a sua volta, succedette Ferdinando II, al quale Papa Pio IX nel 1851 ribadì, con Breve Maxime et praeclarissima, i diritti e i privilegi già concessi ai suoi predecessori.

Ultimo Gran Maestro, che fu al contempo anche Re del Regno delle Due Sicilie, fu Francesco II, al quale Pio IX nel 1860, con Brevi del 30 ottobre 1860 e 25 settembre 1863 concesse ulteriori privilegi.

Con l’unità d’Italia la Casa Borbone perse il trono delle Due Sicilie, ma conservò il Gran Magistero dell’Ordine Costantiniano in forza della primogenitura farnesiana, ottenendo dalla Santa Sede la nomina del Cardinale Protettore e nuovi notevoli privilegi.

Papa San Pio X, con Placet del 7 aprile 1911, approvò privilegi per i Cavalieri ecclesiastici e concesse altri privilegi il 2 aprile 1913.

Speciali regole liturgiche furono concesse al Clero dell’Ordine dalla Santa Sede in forma di privilegio con tre decreti della Sacra Congregazione dei Riti nel 1912, 1914 e 1919.

Papa Benedetto XV, con Breve Quum anno del 13 dicembre 1916, restituì all’Ordine la Chiesa di Sant’Antonio Abate al Reclusorio, a Napoli, e, con Placet del 29 luglio 1921, concesse il privilegio di considerare la Cappella della villa del Gran Maestro a Cannes quale Chiesa appartenente all’Ordine, con tutte le indulgenze, esenzioni e privilegi propri delle Chiese Costantiniane.

La Basilica Magistrale dell'Ordine Costantiniano è quella di Santa Croce al Flaminio, sita a Roma in Via Guido Reni 2/D. In tale Basilica la Real Deputazione fa celebrare le proprie SS. Messe mensili ed il Solenne Pontificale di San Giorgio, festa dell'Ordine.

Il Gran Magistero

Il Gran Magistero Costantiniano è un ufficio ecclesiastico di erezione pontificia che, non necessitando della ordinatio in sacris, è stato sempre tenuto da un laico battezzato, anche coniugato, cosa certo non frequente nei secoli scorsi, ma legittima, conseguenza del tipo di ufficio e dell'autorità che lo conferiva.

Il Gran Magistero ordinariamente fu sempre trasmesso in ragione della primogenitura al figlio maschio primogenito del Gran Maestro defunto, o, mancando la discendenza diretta, al maschio per nascita più vicino al defunto, e ciò a prescindere dalla titolarità dei diritti dinastici delle Famiglie che ressero l’Ordine. Il principio della successione per primogenitura nell’ufficio di Gran Maestro, oltre ad essere sancito dai Sommi Pontefici, fu codificato nei vari Statuti che regolarono la vita dell’Ordine Costantiniano (da quelli del 1190 a quelli farnesiani del 1705, a quelli del 1934 ecc.) ed è tutt’ora vigente.

In forza agli Statuti vigenti, approvati dalla Santa Sede, l'ufficio di Gran Maestro si trasmette in forza della "primogenitura farnesiana". Attuale Gran Maestro è S.A.R. Principe Don Pedro Duca di Calabria Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie, figlio del defunto  Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma, già  Infante di Spagna,Duca di Calabria, Conte di Caserta.

Come affermato dall'avv. Alfonso Marini Dettina "l'Ordine Costantiniano cosiddetto "Napoletano" non può essere lo stesso fondato dall'Imperatore Costantino il Grande. Semmai potrebbe considerarsi un altro Ordine Equestre, nuovo e distinto, anche se omonimo dell'antico Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio oggi legittimamente concesso da S.A.R. l'Infante di Spagna Principe Don Carlos".

In data 8 marzo 1984, da Madrid, il Capo della Casa di Sua Maestà il Re di Spagna così scrisse ufficialmente a S.A.R. Don Carlos di Borbone Duca di Calabria:

" Nell'interesse della verità storica e con l'intenzione di chiarire il problema di a chi corrisponda il Titolo di Capo della Casa di Borbone Due Sicilie e il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, per ordine di Sua Maestà il Re, e come Capo della  Sua Casa, ho ricevuto le opinioni e i rapporti del Ministero di Giustizia e della Reale Accademia di giurisprudenza e legislazione per l'aspetto giuridico della questione; dal Ministero degli Affari Esteri, per l'aspetto internazionale; dall'Istituto Salazar y Castro, del Consiglio di Stato, per la questione storico giuridica.

La coincidenza unanime delle opinioni e i rappiorti emessi dai più alti organismi e corporazioni dello Stato spagnolo competenti in materia, riconoscono alla persona di Vostra Altezza Reale il titolo di Capo della Casa di Borbone Due Sicilie e il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio. Firmato: Marchese di Mondejar"

Natura giuridica

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Cavalleresco-Religioso. Esso acquisì gradatamente, con il tempo e con l’approvazione dei Romani Pontefici, il carattere di una Milizia religiosa, comune agli Ordini cavallereschi sorti a partire dal XII secolo, quali l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, l’Ordine del Tempio, l’Ordine Teutonico di Santa Maria di Gerusalemme.

I Cavalieri Costantiniani ebbero la facoltà di pronunciare la propria professione nell’Ordine, emettendo dei voti approvati dalla Chiesa quali quello di obbedienza, di castità coniugale, di umiltà, di carità, di difesa delle vedove, dei pupilli, dei poveri.

Nel secolo XVIII, per tale caratteristica, il Costantiniano fu compreso tra gli Ordini religiosi in senso lato, richiedendo gli Ordini strettamente religiosi la professione dei tre voti di obbedienza, povertà e castità.

Anche se il Codex Iuris Canonici 1983 non menziona espressamente gli Ordini religioso-cavallereschi, ciò non esclude che essi abbiano un collegamento con la Santa Sede regolato dal diritto canonico. Considerando, poi, che il canone 114 (in cui si riassume tutta la tradizione canonistica in materia) enuncia come fini propri di un ente canonico quelli propri della "missione della Chiesa”, cioè "le opere di pietà, di apostolato e di carità sia spirituali che temporali”, non vi è alcun dubbio che l’Ordine Costantiniano sia rimasto fedele, attraverso i secoli, a tale imposizione e dunque non abbia perso la sua qualità di ente canonico.

Ammessa la canonicità dell’Ordine Costantiniano, più arduo è dargli oggi una collocazione precisa nell’ordinamento canonico. In particolare, ci si pone il problema se rientri fra gli Istituti di vita consacrata, e segnatamente nella categoria degli Istituti secolari, o se sia semplicemente un’Associazione di fedeli di diritto pontificio, sia pure a carattere cavalleresco.

Per offrire una risposta a tali quesiti occorre prendere in considerazione il Codex Juris Canonici. Al can. 607 il Codex definisce gli Istituti religiosi i cui membri, secondo il § 2, si caratterizzano per l’emissione dei tre voti di castità (can. 599), povertà (can. 600) ed obbedienza (can. 601), nonché per la vita comune, caratteristiche che comportano la "separazione dal mondo” (can. 607, § 3).

Al can. 710 il Codex, invece, così definisce gli Istituti secolari: "L’Istituto secolare è un istituito di vita consacrata in cui i fedeli, vivendo nel mondo, tendono alla perfezione della carità e si impegnano per la santificazione del mondo, soprattutto operando all’interno di esso”. Stando alla definizione del canone 710, se nell’Ordine Costantiniano vi fossero membri professi, l’Ordine stesso potrebbe, a pieno titolo, essere considerato un Istituto secolare, ma è la stessa professione costantiniana ad essere giuridicamente insufficiente per far considerare oggi l’Ordine un Istituto secolare. Il can. 712, infatti, il quale richiama i can. 598-601 sui tre voti, mentre consente di far rientrare il voto di carità costantiniano nel can. 600 sul voto di povertà, ed il voto d’obbedienza costantiniano nel can. 601 sull’obbedienza, non consente di far rientrare il voto di castità coniugale costantiniano nel voto di castità perfetta, che esclude il matrimonio, previsto dal can. 599, sia per gli Istituti religiosi sia per gli Istituti secolari.

Per questo si deve concludere che, allo stato attuale, l’Ordine si presenta nella veste di un’Associazione di fedeli di diritto pontificio. Le Associazioni di fedeli vengono così definite dal can. 298, § 1: ”Nella chiesa vi sono associazioni, distinte dagli istituti di vita consacrata e dalle società di vita apostolica, i cui i fedeli, sia chierici sia laici, sia chierici e laici insieme, tendono, mediante l’azione comune, all’incremento di una vita più perfetta o alla promozione del culto pubblico o della dottrina cristiana, o ad altre forme di apostolato, quali sono le iniziative di evangelizzazione, esercizio di opere di pietà o di carità, animazione dell’ordine temporale mediante lo spirito cristiano”.

L’Ordine è un'Associazione di fedeli (cfr. can. 298, § 1 e can. 301, § 3 del C.J.C.) in quanto eretto, quale "Vera Religione", dall’autorità ecclesiastica ed, in modo specifico, di diritto pontificio perché l’autorità erigente fu la Sede Apostolica (cfr. can. 312, § 1, n. 1 del C.J.C.). Ciò a seguito, come visto, del riconoscimento di Giulio III con la Bolla Quod alias nel 1551, e soprattutto del Breve Cum sicut accepimus di Sisto V, che riconoscendo nel 1585 all’Ordine la qualità di religio gli conferisce lo status di "Istituto di vita consacrata”.

Concludendo, l’Ordine Costantiniano è, attraverso gli innumerevoli riconoscimenti pontifici nel corso della sua storia, un Ordine la cui natura giuridica si è andata delineando sempre più chiaramente nel senso di Ordine Cavalleresco-Religioso.

Come insieme di persone e di cose ordinato ad un fine corrispondente alla missione della Chiesa e dalla stessa approvato, l’Ordine Costantiniano possiede, infatti, i caratteri delle persone giuridiche ecclesiastiche – in passato anche dette persone morali, enti giuridici, corpi morali, personae canonicae – definite dal can. 114 Codex Juris Canonici 1983 "universitates sive personarum sive rerum in finem missioni Ecclesiae congruentem, qui singulorum finem trascendit, ordinatae”.

Importanti riconoscimenti alla Sacra Milizia sono venuti in questi ultimi anni da parte di Stati ed Organismi Internazionali. Nella Repubblica Italiana, ai sensi ed agli effetti dell’art. 7 della L. 3 Marzo 1951 n. 178, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è qualificato tra gli "Ordini non nazionali” e, pertanto, i cittadini italiani possono ottenere l’autorizzazione a fare uso, nel territorio della Repubblica, delle onorificenze costantiniane concesse da S.A.R. l'Infante di Spagna Principe don Carlo di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma.

Finalità

Sotto il Gran Magistero di S.A.R. l'Infante di Spagna Principe Don Carlo di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma, sono state riaffermate con chiarezza la natura equestre-religiosa dell’Ordine e le sue finalità: la Glorificazione della Croce, la Propaganda della Fede e la difesa della Santa Romana Chiesa, alla quale l’Ordine è strettamente legato per speciali benemerenze e per molteplici prove di riconoscenza e di benevolenza avute dai Sommi Pontefici.

È così, recitano gli Statuti, non solamente precipuo dovere dei Cavalieri Costantiniani di vivere da perfetti cristiani, ma è proprio di essi l’associarsi a tutte quelle manifestazioni che concorrono all’incremento dei principi religiosi e cooperare con tutti i mezzi perché si ridesti nella pratica la vita cristiana.

L’Ordine, a rinsaldare maggiormente le sue secolari istituzioni, conciliandole con le esigenze dei tempi, che per la loro evoluzione hanno trasformato tutto il regime della odierna società, si propone anche di dare il suo maggior contributo di azione e attività alle opere eminentemente sociali dell’Assistenza Ospedaliera e della Beneficenza.

Accessi

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Cavalleresco-Religioso militante, tradizionalmente nobiliare, che comprende Cavalieri, Dame ed Ecclesiastici. Non si chiede di entrare a fare parte dell’Ordine, ma si è invitati a farne parte; quindi, la ricezione in esso avviene esclusivamente per cooptazione.

Questa pratica comporta tempo ed una profonda conoscenza di colui che è candidato a partecipare alla Sacra Milizia Costantiniana, che deve essere Cattolico, concretamente praticante sia nello spirito sia nelle azioni, aver dato prova di umiltà ed aver partecipato alle attività dell’Ordine, senza nulla chiedere in cambio. Tuttavia, il partecipare alle attività della Sacra Milizia non comporta l’automatico invito a farne parte.

In virtù del carattere militante dell'Ordine, colui che vi accede assume l’impegno di sostenere costantemente le attività della Sacra Milizia. I Cavalieri e le Dame Costantiniane devono, quindi, tendere a vivere da perfetti Cavalieri Cattolici, secondo i precetti della "Tuitio fidei et obsequium pauperum".

La struttura dell’Ordine, con le sue varie decorazioni, non incentiva, nel Cavaliere, lo spirito emulativo nei confronti di chi, in Esso, ricopre una diversa posizione, poiché, nell’Ordine, si è tutti uguali e Confratelli, pur appartenendo a categorie diverse. In virtù della tradizione nobiliare dell’Ordine, i suoi diversi titoli sono attribuiti in base alle prove nobiliari di cui si dispone ed alla propria posizione sociale, se quest’ultima è di considerevole rilievo istituzionale. Lo stesso lavoro effettuato, nel sostenere le attività dell’Ordine, non comporta alcun cambiamento di titolo, ma un preciso dovere di tutti gli appartenenti alla Sacra Milizia.

Raramente, ma non a seguito di alcuna richiesta, un Cavaliere può essere promosso, all'interno della stessa categoria, se, ad esempio, oltre al consueto impegno nelle varie attività, si è prodigato in funzioni "amministrative" e di responsabilità nell’Ordine, oppure se ha acquisito eccezionali benemerenze nei confronti dello stesso

Gran Maestro S.A.R. don Pedro Borbone Due Sicilie Duca di Noto
Gran Maestro S.A.R. don Pedro Borbone Due Sicilie Duca di Noto
Ingresso nella classe di Jure Sanguinis , Madrid 01/05/2014
Ingresso nella classe di Jure Sanguinis , Madrid 01/05/2014
17 Maggio 2014, Sergio de Mitri Valier accolto quale Cavaliere , nella categoria nobiliare di Jure Sanguinis ( diritto di sangue ) della Sacra Milizia Costantiniana .
17 Maggio 2014, Sergio de Mitri Valier accolto quale Cavaliere , nella categoria nobiliare di Jure Sanguinis ( diritto di sangue ) della Sacra Milizia Costantiniana .

Roma , 17 Maggio , 2014 . A margine del Solenne Pontificale di San Giorgio , nella splendida cornice del Circolo Ufficiali dell'Esercito , S.A.R. il Principe don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, allora Gran Prefetto, oggi Duca di Calabria,  capo della Real Casa Borbone Due Sicilie, XII Gran Maestro del Sacro Militare Ordine di San Giorgio , alla presenza di Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Dario Castrillòn Hoyos , sono stato accolto quale Cavaliere , nella categoria nobiliare di Jure Sanguinis ( diritto di sangue ) della Sacra Milizia Costantiniana .

Essendo la classe Jure Sanguinis riservata agli appartenenti a famiglie di antica e provata nobiltà, si tratta di un importante riconoscimento della natura nobiliare della famiglia de Mitri / de Mitri Valier.

                                                               Traduzione del diploma.

 

Carlo di Borbone Duca di Calabria, Infante di Spagna ,

 per grazia di Dio e per diritto ereditario Gran Maestro dell'Ordine Equestre

 e dell'inclita Religione Costantiniana di San Giorgio posta sotto (l'osservanza della) Regola di San Basilio

Noi Gran Maestro in quanto lo possiamo per supremo diritto che abbiamo ricevuto dai nostri predecessori e confermato dall universale consenso fin da epoca immemorabile, in particolare confermato in perpetuo dai Sommi Pontefici della Romana Chiesa e, rinforzato dalla protezione della santa Sede, lo conserviamo fino al presente, con riflessione e prudenza decidiamo che

 

                                           Illustrissimo Signor Sergio de Mitri Valier

                                                     Cavaliere di Jure Sanguinis

 

Del nostro inclito sacro militare ordine di San Giorgio Martire sotto la Regola del Divino Basilio, con queste lettere lo proclamiamo e lo dichiariamo con tutti i diritti, oneri ed onori che competono alla stessa religione militare (ordine cavalleresco-religioso in senso lato*) con la condizione tuttavia che non tu possa portare né croce né insegne fintanto che non abbia fatto la professione di Fede a Santa Romana Chiesa dinanzi a me ed all Eccellentissimo e Reverendissimo Gran Priore o a qualcun altro da noi espressamente delegato a questo atto e la abbia sottoscritta di tua propria mano. Ciò fatto noi ordiniamo a tutti ed ai singoli cavalieri del nostro ordine che ti riconoscano per tale quale noi con queste nostre lettere abbiamo dichiarato. E perché non vi sia dubbio sull autenticità delle nostre lettere comandiamo che sia fatta ricognizione di esse da noi e dal Cancelliere e che siano munite del nostro sigillo

 

                                                 Madrid , 1 Maggio 2014

 

 

                                                                 * Nota

 

                            La professione dei voti non era/è necessariamente monastica.

L'Ordine Costantiniano, con il tempo e l approvazione Pontificia, acquisì i caratteri di una Milizia religiosa riconosciuta come Religione. I Cavalieri potevano pronunciare la propria professione nell'Ordine emettendo dei voti approvati dalla Chiesa, quali il Voto di Ubbidienza, il Voto di osservare i comandi della Chiesa Cattolica, il Voto di difesa delle Vedove, dei Pupilli, delle Persone miserabili, il Voto di Castità coniugale, ovvero voto di non passare a seconde nozze, il Voto di Umiltà, il Voto di Carità, oltre ad altri voti particolari.

Nel secolo XVIII questa caratteristica fece ritenere l'Ordine Costantiniano un Ordine Religioso in senso lato o non rigorosamente Religioso, richiedendo gli Ordini rigorosamente Religiosi la professione dei tre Consigli Evangelici di Castità, Povertà, Ubbidienza. Fino alla prima metà del secolo XX l'Ordine Costantiniano annoverava Cavalieri professi che emettevano i Voti di Ubbidienza, di Difesa e Promozione della Religione Cattolica, di Carità verso il prossimo, di Castità nei diversi stati. La possibilità per il Cavaliere di emettere la propria professione nell'Ordine Costantiniano è ancor oggi garantita da provvedimenti pontifici mai revocati né contrastanti con altri successivi.

 

 

 

 

 

Uniforme del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio
Uniforme del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio
Autorizzazione Ministeriale.
Autorizzazione Ministeriale.

 

 

 

 






















Con decreto  404 / bis del 1/09/2014l'Ufficio Cerimoniale Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana , ha autorizzato

Sergio de Mitri Valier a fregiarsi dell' onorificenza  di

Cavaliere  Jure Sanguinis del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Uniforme storica di cavaliare del S.M. O. C. di S.Giorgio
Uniforme storica di cavaliare del S.M. O. C. di S.Giorgio
Sergio de Mitri Valier
Sergio de Mitri Valier

 

 

 Sergio de Mitri Valier ,

dal 7 maggio 2012

cavaliere del

Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio  ( Alf. ) ,

delegazione della Liguria e del Piemonte.

Milano 11 Maggio 2013 Solenne Pontificale di S. Giorgio
Milano 11 Maggio 2013 Solenne Pontificale di S. Giorgio

 

 

 

 

 

                                                                      vedi ---> Filmato

 

Sergio de Mitri Valier indossa il mantello della Sacra Milizia
Sergio de Mitri Valier indossa il mantello della Sacra Milizia

 

 

 

 

 

 

 IL  RICONOSCIMENTO NOBILIARE

  NATURALE CONSEGUENZA  

DEL PROCESSO DI AMMISSIONE 

 NELLE CLASSI TRADIZIONALMENTE NOBILI

DELLA SACRA MILIZIA COSTANTINIANA.

 

     di Sergio de Mitri Valier

 

 

Le Case già sovrane e regnanti, le quali, come quella Borbone Due Sicilie, non siano state debellate e che non abbiano rinunciato spontaneamente alla propria sovranità, mantengono tutt'ora in capo alla loro famiglia un nucleo di potestà sovrana.

L'assunto è ampiamente condiviso dall'attuale diritto internazionale che primariamente disciplina la materia.

 

Una di queste residue manifestazioni di sovranità, il fons honorum, risiede nella gestione del  patrimonio araldico dinastico dei legittimi discendenti , comprendente gli ordini di cavalleria appartenenti alla casata.

Riveste particolare importanza il fatto che  essi siano avvallati da almeno una nazione in cui la forma dello stato sia una monarchia e la nobiltà sia ancora riconosciuta e tutelata per legge.

 Per i Borbone Due Sicilie, tale ordine dinastico è rappresentato dal Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio -  Spagna -  .

 

S.A.R. Don Pedro, Duca di Noto, Capo Casa Sovrana Borbone Due Sicilie gestisce l'ordine cavalleresco, ne conferisce i gradi, ne perpetua il magistero e ne adatta gli statuti.

 

  Quando, dopo successivi esami a cui vengono sottoposte le prove nobiliari il postulante viene cooptato quale cavaliere in una delle classi tradizionalmente nobiliari dell'Ordine, S.A.R. ,  il Gran Maestro ne riconosce la  qualità familiare , operando autentici provvedimento di  giustizia oppure di grazia.

 Conseguentemente, con l'ingresso di un cavaliere nella classe di Jure Sanguinis ( diritto di sangue ) del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il Gran Maestro, riconosce e conferma lo  “status nobiliare"  della di lui famiglia.

 Ciò è sucesso il 1 Aprile 2014 con la mia personale cooptazione nella classe nobiliare Jure Sanguinis il giorno 1 Aprile 2014 , voluta da S.A.R. Don Carlos Borbone Due Sicilie, Duca di Calabria, Infante di Spagna .

                                              Sergio de Mitri Valier

 

 

 

 

 ®   L'unione di cognomi e stemmi è a seguito del matrimonio tra Ferruccio de Mitri e Valeria Valier . Arma   de Mitri-Valier
® L'unione di cognomi e stemmi è a seguito del matrimonio tra Ferruccio de Mitri e Valeria Valier . Arma de Mitri-Valier