de Mitri Valier : un albero con due radici profonde

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 Sergio de Mitri Valier, 2012/2013/2014 / 2015 / 2016/ 2017 /2018/2019/2020

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L'unione di cognomi e stemmi è a seguito del matrimonio (5/8/1918) 

 tra Ferruccio  de Mitri e Valeria Valier.

 

 

  ©  Stemma della famiglia de Mitri  Valier  _________________                            Illustratore araldico Marco Foppoli (2012).
© Stemma della famiglia de Mitri Valier _________________ Illustratore araldico Marco Foppoli (2012).

                                                                             © Arma de Mitri Valier  

 Registration No. 0323. (Vol. 2) :The International Register of Arms ( formerly Burke's Peerage & Gentry International Register of Arms ) ,3rd March 2015.  

 

"Inquartato, nel 1° e nel 4° troncato d'argento e di rosso una mitria d'oro posta sull'argento, alla fascia d'azzurro sulla linea di partizione carica di una stella d'oro (6)  [ de Mitri ] ; nel 2° e 3° troncato d'oro e di rosso all'aquila dell'uno nell'altro coronata del campo  [ Valier ] " .

 

 

 Arms: Quarterly, first and fourth per fess Argent and Gules on a fess Azure a mullet and in chief a mitre Or

[ de Mitri ] , second and third per fess Or and Gules a crowned eagle displayed couterchanged [ Valier ] .

 

Crest: 1. On a coronet of the noble, a mitre. 2. On a coronet of the count, a doge's hat.

Motto: Exemplo Monstrante Viam

 

 

Écartelé aux 1 et 4 coupé au 1 d'argent a la mitre d'or [ de Mitri] , au 2 de gueules à la fasce d'azur brochant sur le coupé chargée d'une étoile d'or, à six branches, aux 2 et 3 coupé d'or sur gueules à l'aigle de l'un en l'autre couronné du premier. [ Valier ]

 

 

 

 

 

 

 

 

Chevalier, anello-sigillo inciso a bulino dall'artista Stefania Nicastro, 2003 e...

... relativo sigillo su ceralacca con stemma familiare
... relativo sigillo su ceralacca con stemma familiare

 

 


 

 Stemma della Principesca

Contea di Gorizia

_________de Mitri_______

 

 

Famiglia di antichissima distinzione, accolta nel S.M.O.Contatiniano di S.Giorgio( Alf.) con prove di nobiltà.

 

Anticamente denominata anche Mitri, di Mitri, Dimitri, Demitri [1] , la famiglia lascia antichissime memorie in Dalmazia già nel XIII Sec. a Cattaro dove fece parte del patriziato cittadino e nelle vicine isole di Lesina e Curzola dove fu ascritta alle classi nobili. Un ramo della stessa si trasferì nella Città-Repubblica di Ragusa e qui intraprese attività mercantile.

E testimoniata la presenza a Gemona e nella zona di Udine almeno nel XIV secolo.

 A differenza di altri castelli friulani quello di Cormòns presso Gorizia, dalla fine del Trecento e nei secoli successivi, non fu sede di famiglia feudale , ma di un gruppo di miles , uomini darme , legati da un rapporto di fedeltà , ricompensati con beni rurali.

Questi cavalieri, infeudati dal Patriarca di Aquileia e in seguito dal conte di Gorizia, quali habitatores del castrum erano incaricati alla difesa dell castello e del borgo sviluppatosi ai piedi di esso , nonché sotto la guida del dominus ministeriale, allo svolgimento di incarichi pubblici.

Comportamenti in seno alla società e status furono definiti dallistituzione dei feudi dabitanza alla quale erano legati anche i figli degli habitatores del castrum, un gruppo di queste famiglie già " castellane " e nel Trecento, sovente indicate con lappellativo de Cormono, consolidatisi come gruppo a sè stante, con vincoli relazionari alimentati da matrimoni, reciproca vendita di beni, prestazione di testimonianza notarile , procuratori e curatori testamentari tra loro, tutto ciò comportò l'avanzamento sociale della famiglia e con la frequentazione della corte del dominus , l'inclusione graduale nella piccola nobiltà friulana:

Entro tale cornice va considerato tra i secoli XV e XVI lingresso della famiglia Demitri o de Mitri nella società tardo medioevale cormonese tra quelle che furono protagoniste.

In un documento notarile del 1545, Jacobus Dimitri fu appellato nobile. La formazione di un omogeneo ceto nobiliare a Cormòns non fu su un livello giuridico funzionale ma frutto maturo di unevoluzione di fatto”.

La differenziazione sociale fu probabilmente accentuata dalla distanza anche fisica che separava l'ambito di residenza dei castellani da quella dei vicini, gli abitanti del borgo, ma restò effettiva ed operante anche se, anche prima della demolizione del castello ( dopo il 1525 ), molti dei suoi habitatores avevano preso casa nel villaggio.

Ancora nel 1566 una Descrittione delle anime dei luoghi del contado di Goritia ( Arch. Arcivesc. di Udine, ms. [S.N.] 610 ) distingueva a Cormons fra nobili e villici:

NOBILI :

Uomini 41, donne 47, putti 22 , putte 18 .

VILLICI :

Uomini dall'infanzia ai 15 anni 440 , dai 15 ai 25 anni 184 , dai 25 ai 60 anni 114.

Donne dall'infanzia ai 15 anni 395 , dai 15 ai 25 anni 227 , dai 25 ai 60 anni 156 , dai 60 ai 70 anni 4.

Ben presto con levoluzione sul piano del potere reale da parte del consiglio dei XII, la nobiltà di tipo ministeriale- feudale confluì in parte quella decurionale - civica , mentre unaltra parte delle famiglie nobili fu assorbito dal patriziato goriziano asburgico.

 Nel Consiglio dei XII di Cormons sedeva un ristretto numero di famiglie influenti, tra le quali, fin dalla sua istituzione, si distinse di generazione in generazione la famiglia de Mitri, essa, con il prestigio derivante dalloccupazione di Uffici pubblici ed ecclesiastici e la maturazione dei costumi, sviluppò, oltre l'atavica nobiltà di origine feudale, nobiltà decurionale.

La famiglia fornì , generazione dopo generazione membri e podestà al Consiglio dei XII, istituzione che raccoglieva in sé il potere legislativo , esecutivo e, nei processi minori, giudiziario.

Tra essi si ricordano: Giacomo, Rocco, Giovanni Antonio, Giacomo, Giovanni e Giacomo.

 Allinizio del Settecento Luca figlio di ser Giovanni de Mitri da Cormons si trasferì a Murano ed, imbarcato sui galeoni della Serenissima, prese parte allultima campagna militare di Venezia contro la flotta turca (1714/1718), ufficiale superiore, servì la Repubblica e morì nella Rocca di Pontevico (BS).

A Murano, dove ebbe dimora nel XVIII secolo, la famiglia si dedicò allimprenditoria, fu proprietaria di numerosi edifici , tra i quali acquistò e fece restaurare il duecentesco Palazzo Foscari , attualmente Foscari - Demitri , si imparentò con industriali vetrari quali i Bigaglia ed i Toso.

Giovanni ( Murano (n. 1° feb1797, + Venezia 14-dic 1858 ) sposando nel 1819 Luigia Bigaglia consolidò il patrimonio, visse in un palazzo nel Sestiere veneziano di Cannaregio da dove amministrava l'impresa edile di proprietà quindi, nel 1875 con l'acquisto di più di mille ettari di terreno coltivato con annesse sei case coloniche a Mestre e dintorni , trasferì la propria dimora nella villa settecentesca di Spinea (Ve).

Emilia, prima cugina di Giovanni, sposò Ernesto Volpi, padre di Giuseppe che sarà creato Conte di Misurata, il quale, dopo aver ricoperto la carica di governatore della Tripolitania, fu nominato Ministro del Regno.

Giovanni (n. Murano 1820, sp. Angela Trevisan +1956) ebbe Andrea (n. Spinea 1882, sp. Zaira Zille, + Milano1950), chimico illustre con incarichi governativi e Ferruccio, volontario della Grande Guerra il quale, ferito al fronte, fu congedato con il grado di maggiore.

 Eleggendo Genova propria dimora, Ferruccio de Mitri ( n. Spinea 1 -10 -1884 + Genova 26- 05- 1956 ) si unì in matrimonio a Genova Pegli 05-08-1918 con la Nobil Donna Valeria Valier, patrizia veneta (Padova 13- 08-1898 + Genova 27-12-1929) discendente da una delle più antiche e illustri famiglie veneziane la quale diede due dogi ed eminenti personaggi civili e religiosi alla Serenissima Repubblica.

Dalla loro unione nacque Giovanni il quale, dopo aver servito la Patria in guerra in qualità di ufficiale nellarma di Artiglieria, alla fine delle ostilità, conseguita la laurea, sposò Gabriella Poloni e divenne titolare di farmacia.

 Lo stemma settecentesco della famiglia de Mitri è custodito nella Biblioteca Nazionale Centrale, Manoscritti Vittorio Emanuele ( vol.318, posizione 875).

 

[1] Con una legge dell' Imperatore Leopoldo d'Asburgo dell' inizio Settecento, furono abolite le particelle considerate , a torto o a ragione , nobiliari, ovvero : de, di ,  della, dello, dalla .

Nel Friuli asburgico i de Mitri diventarono semplicemente Mitri .

L'avo Luca , trasferitosi in giovane età a Murano-Venezia sottrasse sé e la sua progenie a questa imposizione.

 

Arma de Mitri Sec. XVII°  -  XVIII°
Arma de Mitri Sec. XVII° - XVIII°
Bandiera della Serenissima  Repubblica di Venezia
Bandiera della Serenissima Repubblica di Venezia
arma casata Valier
arma casata Valier

____________Valier______

 

Famiglia patrizia veneziana di cospicua antichità, che appare nei documenti fino dal sec. XII.

Diede alla repubblica due dogi, Bertucci (102° della serie tradizionale; 1656, 15 giugno-1658, 29 marzo), e il figlio Silvestro (109°; 1694, 25 febbraio-1700, 5 luglio).

La ducea del primo corrisponde a un periodo particolarmente glorioso della guerra di Candia, per le imprese di Lorenzo Marcello e di Lazzaro Mocenigo, caduto eroicameme dopo avere forzato i Dardanelli, nel tentativo di raggiungere Costantinopoli.

Sotto il governo di Silvestro si svolsero l' impresa di Scio, conquistata da Antonio Zen ma poi abbandonata, e l'ultimo periodo della Sacra Lega che si chiuse con le paci di Ryswyk e di Passarowitz.

Entrambi i dogi furono sepolti nella chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, nel grandioso mausoleo, opera di Andrea Tirali.

 

Sono da ricordare anche Agostino, di Bertucci e Pietro di Gian Alvise, arcivescovo di Candia, vescovo di Ceneda e Padova, fatto cardinale nel 1621 da Sisto V; Bertucci, detto anche Alberto, di Gian Alvise (nato nel 1562, 23 luglio), vescovo di Verona (1606-1630).

 Altri Valier si distinsero specialmente nelle ambascerie.

Da ricordare anche Andrea Valier, storiografo della guerra di Candia.

 

Bibl.: Per i Dogi Bertucci e Silvestro, v. S. Romanin, Storia documentata di Venezia, VII, pp. 427, 441, 509 e le opere citate nelle bibliografie veneziane del Cicogna e del Soranzo. Oltre alle citate bibliografie veneziane v. anche A. Ceruti, Lettere inedite di dotti italiani del sec. XVI, ecc., Milano 1877 (per nozze Ceruti-Pirovano); per il vescovo Alberto, v. Dello stato della Chiesa veronese (relazione inedita, Verona 1850).

 

  (da Treccani on line)  

 

 

I Valier appartengono al ristretto numero delle famiglie patrizie veneziane che furono rappresentate nel Gran Consiglio da uno o più membri , ininterottamente per mezzo millennio :
dalla sua Serrata del 1297, alla fine della Serenissima nel 1797 ad opera delle truppe napoleoniche .
Per questo
si può affermare che i Valier siano stati tra i protagonisti , nel bene e nel male ,della potenza e del lento declino della Repubblica di San Marco.

   


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                    Le grandi famiglie veneziane

 

 

Case VECCHIE.

Considerate nobili nel SecoloXI°

 

Le dodici apostoliche ( le quali parteciparono all'elezione del primo doge ) :

Badoer, Barozzi, Contarini, Dandolo, Falier, Gradenigo, Memmo, Michiel, Morosini, Polani, Sanudo, Tiepolo.

 

Le ulteriori quindici :

Baseggio, Bembo, Bragadin, Celsi, Corner, Dolfin, Foscarini, Giustinian, Minotto, Querini, Salomon, Soranzo, Valier, Zen, Zorzi.

 

Case NUOVE . Considerate nobili tra il Secolo XI° e la “Serrata” del 1297.

Quattro case “evangeliste”:

Grimani, Marcello, Mocenigo, Priuli.

Sedici case “ ducali ”:

Barbarigo, Da Ponte, Donà, Erizzo, Foscari, Gritti, Lando, Loredan, Malipiero, Mocenigo, Moro, Steno, Trevisan, Tron, Vendramin, Venier.

 

Case NOVISSIME :

Cicogna , Condulmer, Molin, Nani, Paruta, Pasqualigo, Pesaro, Pisani, Renier, Ruzzini, Sagredo.

 

Case fatte PER SOLDO.

Dal 1646 :

Albrizzi, Angaran, Bonlini, Brandolini, Labia, Manin, Rezzonico,Van Axel, Widmann, Zacco.

 

   Tratto da :

 Amabile de Fournoux , " La Venise des Doges Mille ans d'Histoire ", 2009


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Le 86 FAMIGLIE del PATRIZIATO VENETO

presenti con continuità nel MAGGIOR CONSIGLIO

dal 1297 al 1797 .
Esse hanno quindi costituito

 per mezzo millennio la spina dorsale della politica della Serenissima Repubblica di San Marco :

 

                                        
Badoer,Balbi, Barbarigo, Barbaro, Barozzi, Basadonna, Baseggio, Bembo, Bernardo,Boldù, Bollani, Bon, Bragadin,

Calbo, Canal, Cappello,Civran, Cocco, Collalto,Contarini, Corner, Correr, Dandolo, Diedo, Dolfin, Donà, Duodo, Emo ,Erizzo,Falier, Foscari, Foscarini, Foscolo, Gabriel, Giustinian, Gradenigo, Grimani,Gritti, da Lezze,Longo,Loredan,Magno ,Malipiero,

Manolesso, Marcello, Marin,Memmo, da Mezzo, Miani,

 Michiel, Minio, Minotto, Mocenigo, Molin, Moro,
Morosini, da Mosto, Muazzo, da Mula, Nadal, Nani, Orio,

Pasqualigo, Pesaro,Pisani, Pizzamano, Polo, Priuli, Querini,

 da Riva, Ruzzini, Sagredo, Sanudo,Semitecolo, Soranzo,Tiepolo, Trevisan, Tron, Valaresso,

  Valier,

Venier, Vitturi,Zane, Zen, Zorzi, Zusto.

 

 

 

 

 

 

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Sergio de Mitri Valier